LESS IS MORE
LESS IS MORE Quando curare il mondo significa cominciare a sottrargli qualcosa Ci sono distopie nelle quali il potere si presenta immediatamente con il volto del potere: divise, eserciti, telecamere, prigioni, apparati di controllo. Sono forse le meno inquietanti, perché almeno consentono di riconoscere il nemico. Less is More, terzo romanzo della saga Universi Paralleli di Nat Russo, sceglie invece una strada più insidiosa: immagina che il controllo possa nascere dalla cura, che la violenza possa svilupparsi dalla compassione e che una società apparentemente migliore possa essere costruita non aggiungendo qualcosa all'essere umano, ma sottraendoglielo progressivamente. Il titolo, naturalmente, è già una dichiarazione programmatica. La celebre formula modernista «less is more», associata soprattutto all'architettura di Ludwig Mies van der Rohe, viene trasferita dal territorio dell'estetica a quello dell'antropologia politica. Se eliminare il superfluo rende più puro un ...