
📘STORIA DELL'ARCHITETTURA 2
Questo volume ricostruisce la nascita e lo sviluppo dell’architettura moderna attraverso una lunga teoria di autori, opere e idee che, dalla seconda metà dell’Ottocento al pieno Novecento, hanno ridefinito in modo irreversibile il rapporto tra spazio, tecnica e società . Non una semplice storia per stili o movimenti, ma un attraversamento critico delle biografie intellettuali e professionali di architetti che hanno agito come veri e propri interpreti del proprio tempo.
Dalla Chicago di Burnham, Root, Holabird e Sullivan – laboratorio sperimentale del grattacielo e della città moderna – alle grandi sintesi europee di Berlage, Behrens, Loos e Tessenow; dalle utopie sociali di Garnier, Taut e dei fratelli Vesnin alle svolte razionaliste e organiche di Wright, Gropius, Mies van der Rohe e Le Corbusier, fino alle declinazioni mature e spesso contraddittorie del Moderno in Aalto, Kahn, Niemeyer, Scarpa, Nervi, BBPR e molti altri.
Ogni autore è indagato nel suo contesto storico, culturale e politico, mettendo in luce non solo le opere emblematiche, ma anche le tensioni teoriche, le ambiguità ideologiche, i fallimenti e le eredità critiche. L’architettura emerge così come campo di conflitto tra funzione e forma, industria e artigianato, utopia e compromesso, avanguardia e tradizione.
Pensato per studenti, studiosi e lettori consapevoli, il testo offre una narrazione rigorosa ma accessibile, capace di collegare biografia, progetto e città . Una mappa ampia e problematica del Moderno, utile non solo per comprendere il passato dell’architettura, ma per interrogare criticamente il suo presente.
Questo volume ricostruisce la nascita e lo sviluppo dell’architettura moderna attraverso una lunga teoria di autori, opere e idee che, dalla seconda metà dell’Ottocento al pieno Novecento, hanno ridefinito in modo irreversibile il rapporto tra spazio, tecnica e società . Non una semplice storia per stili o movimenti, ma un attraversamento critico delle biografie intellettuali e professionali di architetti che hanno agito come veri e propri interpreti del proprio tempo.
Dalla Chicago di Burnham, Root, Holabird e Sullivan – laboratorio sperimentale del grattacielo e della città moderna – alle grandi sintesi europee di Berlage, Behrens, Loos e Tessenow; dalle utopie sociali di Garnier, Taut e dei fratelli Vesnin alle svolte razionaliste e organiche di Wright, Gropius, Mies van der Rohe e Le Corbusier, fino alle declinazioni mature e spesso contraddittorie del Moderno in Aalto, Kahn, Niemeyer, Scarpa, Nervi, BBPR e molti altri.
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